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“Ostaggi e complici: decreto Minniti e governo della città” 24/2 assemblea

Posted on 22 febbraio 2017 by bpm in Iniziative/mobilitAzioni

banner-n1Come posseduti dalla sindrome di Stoccolma in molti si aggirano in città e nelle segrete stanze del Campidoglio. Mentre il disfacimento sociale, culturale e urbanistico viene avvertito quasi fisicamente da un sempre maggior numero di abitanti della capitale, vediamo, leggiamo e ascoltiamo cose assolutamente prive di senso. Amministratori che se ne vanno sbattendo la porta, altri che accusano gli uffici e i dipartimenti di non eseguire le indicazioni di chi governa, taluni vengono premiati e talaltri licenziati, dentro una confusione di ruoli e una serie di omissioni da fare spavento. Una sindaca investita da uno tsunami mediatico da far rabbrividire anche i più arditi sostenitori e uno stuolo di consiglieri comunali, municipali e tifosi a cinque stelle che senza orizzonte alcuno sperano che passi la nottata. Tutti ostaggi di una situazione surreale che non mostra alcuna discontinuità con il passato e che sta cedendo sovranità ad una svolta securitaria senza precedenti, in difesa della proprietà privata e della rendita. Altro che moti rivoluzionari, qui stiamo tornando da Copernico a Tolomeo in un batter d’occhio e il pacchetto Minniti/Orlando/Gabrielli sta lì pronto ad essere utilizzato.

La svolta istituzionale capitolina e la sponda politica che l’ha sostenuta ora sono seriamente dentro una condizione spiacevole, sommersi di critiche e divisi non poco, devono muovere nuovi passi convincenti in città. Il problema però sta proprio qui: ma chi vogliono convincere? I costruttori come Parnasi o le decine di migliaia di abitanti che vengono costantemente minacciati da licenziamenti, sfratti e sgomberi, che vedono sostanziali fette di welfare cancellate e un territorio sempre più consumato da opere inutili e alloggi che rimangono vuoti? È chiaro che fino ad oggi lo stillicidio di assessori dimissionari o dimissionati, di assenze ingiustificate, di scelte bloccate dalla magistratura, di assunzioni sospette, di delibere inutili se non peggiorative della situazione, di misure repressive contro spazi socio-culturali e abitativi, ci mostra un volto oscuro della maggioranza capitolina, che detiene un potere soverchiante sulla carta ma imbelle nella sostanza. A fronte di un attivismo sfrenato degli uffici capitolini, della prefettura e della questura.

Rimanere ostaggi di questa situazione diventa così complicità e le parole di Grillo che si scagliano contro la Lombardi diventano sintomatiche di un clima e di un modo di intendere la gestione del potere e della cosa pubblica da parte del M5S. Altro che beni comuni, altro che accoglienza, altro che partecipazione, altro che difesa dei diritti. Andiamo a comandare!

Sottrarsi da questa dinamica e alimentare il conflitto è sicuramente una strada per non rimanere ostaggi e per non essere travolti da un destino nefasto, ma non è una strada facile. Anzi decisamente pericolosa. Alzare l’asticella e chiedere quello che ci spetta ci porterà inevitabilmente ad un considerevole scontro nelle città, prima di tutto con il ministero dell’interno e con le questure, successivamente con chi amministra, sia esso il PD o il movimento 5 stelle. E il pacchetto sicurezza con la figura del sindaco sceriffo è lì per essere messo in campo, con urgenza.

Fare questo passaggio con una componente meticcia e combattiva come quella che vive nelle occupazioni, che picchetta i cancelli dei posti di lavoro, che si batte per i diritti di chi viene sfruttato nelle campagne, che rivendica libertà di movimento e di studio nelle università e nelle scuole, che respinge il messaggio xenofobo che si annida nelle periferie alimentato da forze politiche senza scrupoli e fasciste, non sarà facile. La propaganda mediatica criminalizzante contro chi si ribella alle misure di controllo e alla cancellazione dei diritti è molto alta e condivisa da destra a sinistra e prova ad essere maggioritaria nel paese, esponendo le lotte ad aggressioni giudiziarie e poliziesche senza precedenti. Trasformando le forme più radicali di contrattazione sociale in accuse di estorsione e ricatto. Definendo un vero e proprio codice di ingaggio violento e coercitivo, teso a comprimere e ridurre il conflitto laddove si manifesta.

Muoversi dentro questo scenario non sarà semplice e indolore, ma dovremo fare tutto ciò che è necessario, con coraggio e determinazione, senza indugiare troppo. Solo così non saremo ostaggi dei tempi e delle forme che il mondo di sopra e quello di mezzo ci suggeriscono.

Se siamo il mondo di sotto e non abbiamo governi amici, ribelliamoci ora e qui!

Venerdì 24/2 ore 17 assemblea pubblica a Piazza Indipendenza

Movimento per il diritto all’abitare 

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